Il "Comune" senso estetico
Il concetto di bello è di per sé evanescente, sfugge spesso ad una definizione puntuale, rimane sempre confinato nell’ambito soggettivo. Ciò che è bello per me può non esserlo per chi mi sta accanto, ma può esserlo per il mio peggior nemico.
Il senso estetico è qualcosa che trascende dalle convinzioni politiche o filosofiche, che possono influenzare la posizione “ufficiale” di chi si dichiara pro o contro per ubbidienza, ma non il suo intimo sentire. Ma allora come si fa a definire un’opera, sia essa enorme come una piramide o piccola come un anello, ‘bella’ ?
O ci si affida al giudizio di una raffinata schiera di esteti e critici dell’apparire, assumendosi il rischio di reazioni plateali (quali il giudizio di fantozziana memoria sulla “Corazzata Potemkin”), oppure si tasta democraticamente il polso del “popolo” per capire se la scelta che si sta facendo incontra il senso estetico di chi in un senso o nell’altro ne diventerà fruitore.
Quest’ultimo dovrebbe essere un criterio fondamentale per chi, eletto come rappresentante dei cittadini, si trova a dover amministrare una città. Non per fare il maestro di stile ed insegnare alla “plebe” quello che non capisce essere il suo bene ma per dare alla comunità ed al decoro della città nuovo impulso. Per correggere, dove necessario, gli errori di chi lo ha preceduto, per tradurre in interventi coerenti e giustificabili, il “brusio” che poi è la voce del popolo, che da piazza del Duomo sembra non poter più penetrare attraverso le finestre del palazzo di Giano, ora più che mai.
I tempi stanno cambiando e in questo caso per fortuna ! Pistoia ed i pistoiesi sembrano aver smesso di digerire qualsiasi “corazzata”, parola dalla pericolosa assonanza, che gli eletti (in ogni senso) tentano di somministrargli.
Poco importano le scuse che son progetti ereditati dall’amministrazione precedente, le voci che non si vuole ascoltare hanno iniziato a scorrere per le vie del centro, ingrossandosi sempre di più . Democrazia significa “governo del popolo”; se si vuole fare democrazia e non dittatura, si deve governare PER il popolo e non in quanto depositari di una verità assoluta o investiti dalla sacra luce divina. Le asfaltate impresentabili delle piazze e del Corso di Pistoia sono, senza giri di parole, BRUTTE ! Si è sostituito l’asfalto o le pietre malamente asfaltate, con altro asfalto improbabilmente colorato e con un arredo urbano che offende il termine stesso. In Piazza San Bartolomeo mancavano giusto i ligustri costretti da un ars topiaria de’ no’artri nell’improbabile forma del lampioncino per dare il tocco finale.
Propongo a TVL che tanto segue le vicende pistoiesi di riesumare il vecchio intervallo e proporcelo in salsa natalizia per mostrarci una carrellata delle nuove e vecchie bellezze pistoiesi: le piazze cementate (piazza San Bartolomeo, Il corso, la piazzetta dell’Archivio di Stato),l’inutilel ponte in legno sulla Brana, la tangenziale ad imbuto in zona Porta San Marco, la luna rugginosa “pucciata” nel pozzo in Piazza dell’Ospedale, i lampioni piovuti a caso nel suddetto corso. Senza dimenticare l’area ex Breda (con l’ assoluta mancanza di rispetto alla memoria del luogo) per andare via via a ritroso fino alla prima inguaribile violenza che fu il “caso” del quartiere delle Fornaci. Ah, magari a fine intervallo mettiamoci pure un panino democraticamente sorridente.
La miopia, l’impreparazione e l’arroganza dimostrata da questa amministrazione comunale è seconda solo alla supposta (perché finché non si è condannati si è innocenti, anche con il pollo rubato in mano) delinquenza di alcuni membri della precedente. Pistoia ha una delle più belle piazze d’Italia, un centro storico con decine di chiese (anche sconsacrate ma bellissime) che costituirebbero un patrimonio già di per sé immenso, aveva (ora un po’ meno) delle piazzette che sarebbero perfette per riposarsi in un ideale tour cittadino e tutto quello che si riesce a fare è pedonalizzarle senza creare posti alternativi di sosta per i cittadini, asfaltarle e “guarnirle” con tre panchine, due posa- biciclette e tre alberelli in vaso ? Ma qualcuno a Pistoia ha mai sentito parlare di concorsi di idee ? Informo l’amministrazione che è un sistema democratico, poco costoso, capace di far conoscere Pistoia anche fuori dalle mura, dove persone preparate (più o meno) si confrontano, per risolvere il problema della RIQUALIFICAZIONE (lo so è una parola difficile) di uno spazio urbano. Pistoia poteva e potrebbe ancora diventare un caso, una fucina dove convogliare idee, al di sopra di clientelismi e soluzioni di comodo. Pistoia muore, questo è un dato di fatto. Ogni negozio, ogni attività che chiude in centro, ogni azione che rende meno vivibile questa città sempre più degradata e svuotata ne avvicina la fine. Quindi spero che questa Amministrazione si fermi un attimo a riflettere, prima di procedere con qualche altra opera inutile e dispendiosa ed inizi ad ascoltare invece di ritenere sufficiente il suono della propria voce, condivida con il resto d’Italia i problemi non solo urbanistici della nostra città e raschi via l’asfalto colorato per sostituirlo magari con buona terra dove far crescere alberi e speranze.