Sprechi e inestetismi ed inutilità varia della Pistoia moderna
Parte prima – L’inutilponte.
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Fra quanto dovremo spendere per non farlo andare a pezzi ? |
Se il pedone o il ciclista, come il cartello ci ricorda, si avventura verso l’ameno crocevia fra il ponte sulla Brana il ben noto Checco e lo storico Tiro a volo. Per intendersi all’inizio di via dei Macelli, ecco che si imbatte in questa singolare opera, monumento in se allo spreco all’inutilità ed alla limitatezza mentale di chi ha “disegnato” ed è un a parola grossa, in questi ultimi anni la nostra città. L’inutilponte, certo lo riconoscerete dalla foto, agevola l’attraversamento dell’impetuoso torrente Brana, a chi provenendo dla fantasioso percorso ciclabile, mal pedonabile, che costeggia il corso d’acqua voglia proseguire verso….. e qui stà il problema, verso dove ? Le alternative sono molteplici, dopo aver sceso la schiena d’asino del ponte si può scegliere, o proseguire verso il platano ed il camminamento incerto che ci accolgono dall’altra parte della strada, (non prima di aver aggirato il bel panettone in cemento sull’attraversamento) in ogni caso la pista ciclabile è finita; oppure svoltare a destra verso le carceri e prodursi in un rischioso zig zag fra le auto in sosta, oppure… oppure basta a sinistra siamo contromano e le bici non possono andare. L’assurdo sta nel fatto che, come la ben nota tangenziale ad imbuto di Via Antonelli, la pista ciclabile finisce anche peggio, perché evapora, si dissolve, si annulla dopo cotanta opera, che versa fra l’altro in un completo abbandono e fra un po’ necessiterà anche di essere “restaurata”.
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Quando c'è il ghiaccio nessuno lo toglie |
La miopia (sprecona) di un sistema di agire di questo tipo è tipica di una strategia del consenso che neanche più si cura di innestare “le belle cose da inaugurare” in un contesto logico ed organico, ma agisce a spot in uno sconclusionato incedere segmentato che perde via via di vista il disegno globale. In parole povere ma il percorso ciclabile/pedonale lungo la Brana (che ciclabile lo è stato sempre) ed il magnifico e fulgido ponte, quanto ci sono costati ed a che servono se non sono inseriti in un circuito più ampio che renda piacevole e funzionale la scelta di andare a piedi o camminare ? La pista inizia in porta San Marco e finisce all’altro ponte carrabile che è a poco più di venti metri dall’inutilponte oltretutto i pedoni pistoiesi (testoni che non sono altro) continuano a prediligere quello vecchio (in piano e meno sdrucciolevole con la cattiva stagione) a quello nuovo. Non solo, e per questo dico che questo tratto di passeggiata storica è ora poco pedonabile, l’Amministrazione ha avuto la brillante idea di realizzare la pista vera e propria nel mezzo dell’antico tracciato, per cui se si è un pedone o cammini nelle due striscioline inghiaiate residue sui lati o rischi l’investimento da parte dei ciclisti che avendo un pezzo di pista ciclabile la vogliono “ciclare”. In conclusione fra le cose inutili pistoiesi, questo ponte merita un posto di primo piano, anche perché nel tempo continuerà a costarci sia che lo abbandoniamo a se stesso (perché prima o poi si dovrà raccattarlo dal fondo della Brana) sia che lo si mantenga a dovere, perché la manutenzione costa. Meditate pistoiesi meditate.


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