giovedì 12 giugno 2014

Indignato ? No Inca........


Avevo sospeso il mio giudizio su Renzi, perchè sinceramente mi era sembrato di vedere in lui ottime intenzioni ed un programma meritevole di attenzione. Ho aspettato per verificare cosa stesse succedendo, ho apprezzato le sue argomentazioni ed i contenuti di fondo, ma poi ho dovuto cominciare a considerare la realtà dei fatti.
La prima constatazione è che questo governo non ha modificato il regime fiscale sulla casa, ma lo ha semplicemente ereditato dai suoi predecessori (Monti e Letta) con il solito opportunismo di chi sembra subire le imposizioni di chi lo ha preceduto. Così  ci ritroviamo una  salata TASI e restiamo alla finestra in attesa della riforma del CATASTO che ci aiuti a pagare ancor di più e magari ricompaia l'IMU sulla prima casa. Oltretutto mi risulta  criptico  capire perchè devo pagare una tassa (la TASI), per i cosiddetti servizi indivisibili, ossia manutenzione strade, decoro urbano, illuminazione pubblica, tenuta del verde ecc. ecc. in una città come Pistoia dove il "decoro urbano" è un concetto così astruso che è stato cancellato nelle edizioni pistoiesi del vocabolario Zanichelli.
Proseguendo fra i provvedimenti, mi accorgo che si è data una rimescolata ai contratti di lavoro, con esiti ancora da verificare, ma che i lavoratori dipendenti avranno 80 € in busta paga. Una cosa buona penso, poi mi sveglio e mi rendo conto che, purtroppo, sono un tristo abitante del girone delle partite IVA, a cui tutto lo diavilo Stato chiede ma che poi nulla rende, se non accertamenti a raffica, visto che tutti sanno che noi siamo evasori a prescindere e per noi vale la pesunzione di colpevolezza e non il contrario. Quindi, realizzo di essere escluso, mi innervosisco ma supero lo shock, la mia dichiarazione dei redditi è misera (e lo è pur rispondendo al vero) e 80 € mi farebbero comodo, anche come detrazione, ma mi rassegno mi sono abituato.
Ma poi sento una flebile vocina che rimbalza e che dice che per gli 80 €, forse non ci sono fondi a sufficienza. Son quasi sicuro che Renzi troverà una via geniale per porre rimedio all'errore. Ma anche qui il sogno sfuma e la soluzione ricorda la solita mungitura della vacca detta "popolo" , ossia:
1) aumento delle accise sui carburanti
2) aumento bollo auto
3) aumento tasse sui tabacchi
Alla faccia del nuovo corso risiamo alla prima repubblica .........quella Romana (qui la r maiuscola è di rispetto).
Così migro veloce dall'indignazione all'inca.... ra, perchè non solo non prendo 80€ al mese ma devo pure contribuire perchè gli altri ne beneficino ed entrino nel bacino elettorale di Renzi. Mi pare che la costituzione parlasse di equità anche nella tassazione, quindi, magari la prossima volta che vado a fare benzina dando la partita IVA, posso ottenere lo sconto come non beneficiario dell'ormai leggendario articolo 80 R (Renzi) !!!!!!
In conclusione signor Renzi, mi dispiace sinceramente ma per ora vedo un minimo vantaggio economico per alcuni da scontare (ma non so fare il conto) con un uguale o forse superiore sacrificio economico per tutti ed in più una pericolosa e strisciante tendenza alla tassazione anche un po' occulta (come il raddoppio della tassa sui passaporti ed il bollo obbligatorio su questi anche per viaggiare in Europa), che non mi convincono.
Comunque resto qui, aspetto e nonostante tutto un po' di fiducia ce l'ho, spero signor Renzi  che certe riforme strutturali (burocrazia, giustizia etc.) tu riesca a farle e per quelle son anche disposto a pagare.

venerdì 6 giugno 2014

Lista della spesa per l'elettore pistoiese

 ex concessionaria Nissan (foto fotocastellani)
Dopo che un sindaco, precedente all'attuale, aveva riempito la città di manifesti con la rassicurazione "ABBIAMO CAPITO !". Speravo fosse vero, ma al di là di ogni schieramento politico, per puro spirito critico, vorrei sottoporre la seguente lista di cose che a Pistoia da anni non girano come dovrebbero, e che anzi ultimamente sembrano peggiorare. Non son tutte competenze comunali, ma visto che la gestione è la stessa, a tutti i livelli, magari si potrebbe cercare di interloquire fra amministrazioni ! E se apprezzo i culturali "dialoghi sull'uomo"  altrettanto gradirei civili e costruttivi "dialoghi su Pistoia". Perché penso sia cosa pacifica che il "degrado" nella sua eccezione più ampia non aiuta la ripresa, la uccide !
Certe cose, per cui  paghiamo, abbiamo la facoltà di chiederle e pretenderle,perché rientrano nel nostro diritto di  cittadini, si possono fare scelte e dare priorità, ma non si può sempre rimandare e nascondere la polvere sotto il tappeto, oltretutto senza mai mettersi in discussione. 

1)      Manutenzione strade
2)      Gestione del traffico
3)      Tassazione in rapporto ai servizi erogati
4)      Manutenzione degli edifici scolastici
5)      Messa a norma degli edifici pubblici e scolastici in particolare
6)      Gestione e destinazione degli spazi pubblici (piazze, giardini etc.)
7)      Promozione della città
8)      Gestione del centro storico (che non è solo la Sala)
9)      Taglio dell’erba
10)   Potatura piante
11)   Illuminazione pubblica
12)   Funzionalità e criticità del nuovo ospedale (sicurezza idraulica, dimensionamento errato, sistemazione aree esterne, etc.)
13)   Destinazione delle strutture del vecchio ospedale (no voli pindarici, si concretezza)
14)   Interventi sulle zone di degrado come ad esempio ex concessionario Nissan in via Ciampi
15)   Integrazione della pedonalizzazione del centro storico con scelte urbanistiche coerenti
16)   Bacino di Gello (meno male che d’inverno piove)
17)   Emergenze in campo idro geologico (gestione degli argini, misure di prevenzione, interventi in aree di dissesto)
18)   Il festival Blues (quanto ci costa, anche in termini di sicurezza e quanto rende)
19)   la raccolta differenziata dei rifiuti, quando inizierà ?
20)   la dislocazione del centro di prima raccolta, un’alternativa alla posizione, per me assurda, nella zona Panorama esiste ?
21)   Il Dano ed i suoi effluvi, quando verrà bonificato ?
22)   Le aree ex Breda, dopo la distruzione della memoria quando un  servizio efficiente ?
23)   A quando il completamento dell’anello della tangenziale ?
24)   Salute e vivaismo, controllo dell’uso di fitofarmaci e diserbanti e controllo delle falde acquifere a rischio di contaminazione
25)   …………………………………………………..

venerdì 30 maggio 2014

Gli esperimenti di Paperoga

Lezione di educazione stradale a Pistoia
O anche “Vivere e guidare a Pistoia”, parafrasando il titolo di un film con un tragico finale.
Forse, ammetto la mia ignoranza,  sono io che non capisco, io che sono facile all’insoddisfazione, io che, , troppo stressato, non apprezzo le mille novità che la gestione creativa del traffico pistoiese ci sta riservando, ma il dubbio che dietro certe scelte ci sia Topolino o magari Paperoga  mi tormenta.
Si è iniziato con il florilegio delle rotonde, da quelle funzionali e funzionanti, come quella della Vergine. A quelle lillipuziane (ma non c’era una dimensione minima per il raggio di curvatura ?) e da vero e proprio test drive, come quella nei pressi della sede Renault (alle forze idrauliche per i pistoiesi doc) o quella nei pressi delle poste in zona stadio. Si son fatte rotonde ovunque, tanto che alla fine di una giornata, si potrebbe accusare qualche giramento di testa, o di altro. Tutto per far scorrere il traffico, per far correre i pistoiesi sulla tangenziale. Peccato che l’anello sia ancora tristemente aperto e proprio per questo molti problemi irrisolti.
Ci siamo impratichiti con il tempo, ma perdiana !!! Arrivati sul ponte Europa quando si scende verso il Viale Adua, si continua a far le file, ed è solo un assaggio di quello che potrebbe accadere perché se un giorno tutti gli alloggi sfitti ed invenduti attestati sul viale saranno allocati, allora, molto probabilmente si farà molto prima ad andare a piedi che in macchina. Perché ? Perché invece di fare prima la variante parallela al viale per scongiurarne la congestione, si son fatte costruire le case a cui la variante avrebbe dovuto servire, finendo di intasare la buona vecchia “camionabile”.
Nel frattempo si sono riempiti i tempi morti con i rallentatori, per evitare che i pedoni venissero minacciati da qualche novello Nuvolari, peccato che non sempre la loro collocazione sia stata ideale e sembrano un po’ distribuiti a caso, e mancanti in vie (tipo via della Crocetta) dove sarebbero auspicabili. Così i pistoiesi intrepidi oltre a girare perennemente in tondo hanno estratto dal Monopoli comunale il cartoncino degli imprevisti e già da tempo sobbalzano sui (costosi) dossi, che, pare certo, accorciano di molto la vita delle sospensioni, anch’esse costose.
Visto che prima o poi ci si abitua a tutto, ora son di moda le “modifiche alla viabilità”, e qui la mia capacità di adattamento è decisamente allo stremo. Sembra che in questo periodo di spending review  il problema da risolvere sia: “ ma se devo andare da A a B , esclusa l’ipotesi di percorrere una linea retta, quale deviazione devo fare per moltiplicare la famosa distanza per due almeno ? Come faccio a creare una fila che sia il doppio della lunghezza della strada da percorrere ? Pare un problema dalla difficile soluzione. Ma non è così per Paperoga.
Si è iniziato con il ribaltamento del senso in via di Bigiano che ha sortito un paio di spettacolari risultati. Il primo è che tutta l’area di Porta San Marco è praticamente diventata un “limbo” dove i commercianti già denunciano una pericolosa emorragia di clienti (come se ce ne fosse stato bisogno); il secondo è che la circolazione  in Viale Italia, già sofferente per la geniale temporizzazione del semaforo sul Viale Matteotti, è definitivamente collassata e si passa da momenti di deserto a momenti in cui ci vogliono circa venti minuti per arrivare dalla caserma Marini al viale. Ma tra tutte le cose che si potevano fare (come completare la tangenziale per esempio) non era più logico far proseguire la gente in via Toti per far raggiungere via Antonelli ? Qui un semaforo c’è quasi da sempre e, temporizzato a dovere, potrebbe fare il suo dovere ! Allora avrebbe un senso, credo, l’inversione di Via di Bigiano e si avrebbero due flussi: uno da nord verso Pistoia attraversando porta San Marco e proseguendo per la rotonda fra viale Matteotti e Viale Arcadia (se non si gira per via Sestini) ed uno da Ovest (zona stadio) per incanalarsi in questo nodo nevralgico, bypassando il Viale Italia. Naturalmente bisognerebbe liberare Via Toti dalle auto in sosta e far rispettare il divieto e magari ripagare i residenti del sacrificio riservando loro i posti del parcheggio che c’è all’estremo della strada, son due passi, fa bene camminare.
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Ma gli esperimenti non son finiti. La seconda perla è la chiusura a “tabella oraria” del sottopasso che porta da via IV Novembre a via Erbosa. Qui si è, secondo me, raggiunto l’apice. Infatti le fasce orarie sono così cervellotiche che solo per leggerle e capirle ci vogliono cinque minuti, e se ci passi davanti in auto ci vogliono almeno una decina di passaggi a passo d’uomo. Oltretutto con tutti quei numeri ti viene il dubbio che l’Amministrazione abbia deciso di incidere i versetti della Bibbia o del Vangelo sui cartelli per rabbonire l’automobilista eretico. Comunque anche questa ideona non funziona. Fino a quando ci sono stati i vigili a farla rispettare, la circolazione si è letteralmente bloccata. Ora sembra tutto tornato alla normalità, ma solo perché spariti i vigili la gente ha ripreso a passare da sottopasso a qualsiasi ora del giorno e della notte, salvo alcuni farsi il segno della croce di fronte al cartello in rispetto al presunto riferimento biblico.
Sembrava tutto finito, si pensava di passare l’estate, ed invece no. Dalla sera alla mattina paperoga ha messo mano alla viabilità anche a Santagostino ed ecco che scendendo dalla rampa della “tangenziale” provenendo da nord si può solo andare a destra (direzione Arcadia) mentre provenendo da Sud si può solo andare a sinistra, indi per cui se vengo da nord e voglio andare al Palazzetto devo arrivare alla rotonda, della Nuova Pratese, tornare indietro e poi scendere a Santagostino, naturalmente mandando il conto benzina al Comune. C’è poi, più avanti un’altra innocua rotonda provvisoria che fa pendant con questa trovata, ma passa inosservata e può apparire quasi utile.

In conclusione a mente fredda mi trovo a domandarmi su quale criterio si siano messi in atto questi esperimenti, che hanno scontentato un po’ tutti e se magari questa gestione “alla bersagliera” potrà mai terminare e diventare una seria gestione, perché in merito di traffico non si può, io credo, improvvisare. A questo punto come  provocazione proporrei di rendere a doppio senso di marcia ed a velocità minima controllata di settanta chilometri all’ora via della Crocetta, nonché di creare una bella rotonda pedonale in piazza del Duomo dotandola, ovviamente, di appositi rallentatori di flusso, ma così, solo tre mesi, per provare !!!

lunedì 12 maggio 2014



Et in Arcadia ego

Sulla lapide nel dipinto di Nicolas Poussin (circa 1640) Il messaggio “Et in Arcadia ego”, aperto a diverse libere interpretazioni, afferma l’ineluttabilità della morte anche in un contesto idilliaco come quello della terra mitica d’Arcadia. Questa terra, ricca di prati, pastori, greggi e rovine fu, più avanti, motivo ispiratore della poesia e dell’arte romantica, fino ad essere riprodotta con messaggi multilivello (paternalistici, esoterici etc.) in quei luoghi di viaggio spirituale e fisico, che furono gli splendidi giardini romantici, come fu quello di Villa Puccini allo Scornio.
Il viale Arcadia ed il lungo Brana afferente, in un certo senso contiene tutti questi mirabili elementi proprio nella nostra città.
Se potessimo passeggiare laddove da tempo quasi immemore (senso struggente della nostalgia) sono disposte le transenne (lato mura) potremmo gustarci l’ispiratore senso di abbandono e degrado che permea q
uesta parte pedonale del viale. Le panchine solitarie, le mura sconnesse e pericolanti, così inutili e scarse nel loro valore intrinseco (furono rifatte dai fiorentini nel peggiore dei modi), l’odore di marciume che permea le aiuole abbandonate sono decisamente un perfetto quadro ispiratore per chi può goderne e soprattutto un’immagine statica che dopo gli inutili “restauri” del passato si può ipotizzare proiettata verso un tempo tendente all’infinito.
Scendendo poi, verso il lungo Brana, passando per il maestoso arco sormontato da torrette di Lavariniana memoria di via Fermi, e procedendo verso i cimiteri, si recupera un po’ il fiato, perché fino al ponte il viale alberato che costeggia il torrente è suggestivo, unica pecca magari il ricovero dei  cavalli sulla sinistra un po’ disadorno e triste, ma si può tollerare, evoca la pastorizia.
Appena passato il ponticello però il fervore arcadico ci prende di nuovo, l’argine scomposto e cadente del torrente dal lato opposto della strada comincia a mandarci idilliache immagini di crolli futuri, la massa delle mura troppo alte e troppo snelle per reggere al tempo sembrano una contraddizione alla fisica, ma è solo lo smarrimento di un attimo, poiché più avanti il maestoso crollo che schiaccia le serre sotto una massa di pietre (solo che questa rovina è vera), ci riporta ad immagini quali il falso tempio diruto in mezzo al lago di villa Puccini,
Le mura si sono sgretolate, dividendosi a metà e rimangono ad incombere sulla parte del viale con un sottile (vista l’altezza) paramento retto da non si sa quale miracolo e non certo dalle transenne.

Questo fa “sperare” in un prossimo spettacolare crollo, auspicando solo che i sassi non facciano vittime fra gli automobilisti sul viale o che tutto ricada sul lato Brana, abbandonato.  Forse aveva capito tutto l’illuminato Lavarini che nella sua proprietà le mura le aveva abbassate.
Volgendo lo sguardo proprio difronte  non ci può non far riflettere, come nel caso del quadro di  Poussin, la presen
za incombente della morte, che nei cimiteri che incontriamo è ben “viva” e sicuramente ineluttabile nella selva di lapidi che si contrappongono alla solitaria presente  nel quadro.

Si incede meditando verso il bastione di porta San Marco, che da questo lato si innalza con la sua, questa si, ancora invidiabile potenza d’immagine, siamo quasi smarriti stiamo perdendo l’ispirazione, ma ci viene in aiuto il poderoso cedimento dell’argine verso il bastione, eroso e portato via dalle ultime piene, non ci sono costruzioni o vita attiva lì, ma viene il dubbio, che si voglia aspettare che la Brana si mangi tutto fino alle fondamenta del bastione per vedere come viene giù pure quello ?
Ai posteri l’ardua sentenza, ma nel frattempo una domanda lecita, da persona della strada che non sa (come io non so) quali e quanti siano i provvedimenti presi in merito a questa situazione dalle autorità competenti, cosa si sta facendo per porre rimedio alla situazione contingente di questo pericoloso “parco delle rimembranze” ? Rimaniamo in attesa e speriamo che le cose non peggiorino.

N.B. immagini in parte tratte da Street view (giugno 2012) ma nulla è quasi cambiato


martedì 6 maggio 2014

Una provocazione. Piazza San Bartolomeo

 Facendo seguito alla mia opinione sulla sconcertante pochezza della sistemazione di piazza San Bartolomeo, mi son voluto cimentare personalmente per vedere quello che sarei riuscito a pensare per questa piazza, ponendomi il limite di non perderci più di una giornata di lavoro. Premetto che non sono un esperto di arredo urbano, ma ho voluto comunque tentare.
Visuale dall'alto
 Questo è il risultato, pienamente rientrato in una giornata di lavoro da notte prima degli esami, ossia circa 10-11 ore effettive e se pur poco definito spero renda il senso di quello che ho pensato.
L'idea di fondo è quella che in una "polis" che si fregia fino alla nausea del titolo di "Città del verde" nell'occasione di ripensare una piazza, dopo averla liberata dalle auto, come minimo si potrebbe vagliare l'idea di farne un giardino, o quasi. 
Siamo dentro la piazza si vede una delle fontanelle
Ho cercato di seguire questa linea ed ho realizzato una sorta di "piazza verde" che dall'anfiteatro degli edifici che la chiudono su tre lati si protende fino alle piccole vie  di accesso sul fondo (Vicolo Ombroso e Via Porta Guidi) dove trovano posto due spazi pavimentati e relative rastrelliere per le bici. Naturalmente anche queste vie sono pedonalizzate, e non si capisce come mai non lo siano adesso. Pochi alberi, manto erboso, due fontanelle ed alcune panchine "Rinfrescano" l'antico spazio non costruito. In questa maniera si crea un luogo di sosta, si libera un po' di terreno dalla impermeabilizzazione selvaggia che è ormai la prassi. si crea un punto di vista ideale per la chiesa di San Bartolomeo, che ha dentro di se il ricordo di secoli di storia.
La piazza vista da via San Marco
Questa idea non sarà un capolavoro, ma perlomeno vorrebbe far capire ai pistoiesi ed ai  suoi amministratori che una piazza, uno spazio vuoto e di aggregazione, all'interno della città, può essere risolta anche con qualcosa che non sia una colata di asfalto, sia pur architettonico, o un tappeto di pietra serena. 
Le piazze metafisiche di dechirichiana memoria sono per definizione vuote, forse sarebbe il caso di cercare di riempirle di gente per dare un senso alla loro funzione sociale.



lunedì 21 gennaio 2013

La luna affogata (nel pozzo)


Oggi voglio parlare di un “oggetto” che nel comune sentire pistoiese, almeno della plebaglia a cui appartengo, risulta indigerito ed indigeribile, incomprensibile ed incompreso.  Si tratta della scultura metallica che troneggia da diversi (troppi) anni in piazza Giovanni XXIII, piazza dell’ospedale per noi mortali nati e cresciuti qui.
Quest’opera non è mai piaciuta alla maggioranza e qui difficilmente posso essere smentito, dei pistoiesi, dei turisti ed anche a qualche critico credo.  Mi sfugge anche con tutta la buona volontà il senso di questa collocazione e posso, sempre a mio personale giudizio, affermare che, se si voleva valorizzare l’opera attraverso il contrasto con il contesto storico ed il confronto con il fregio robbiano,  si è riusciti solo ad accentuare il senso di “corpo estraneo” che questa montagna di ferro suscita in chi ha un minimo di senso estetico.

 Al di là della facile ironia che questo oggetto ha alimentato  , non meno dell’illuminata pedonalizzazione di piazza San Bartolomeo, quello che mi chiedo è il valore aggiunto  che questa installazione  apporta all’equilibrio del “vuoto”  che ha come sfondo da qualche centinaio di anni  le arcate dell’Ospedale del Ceppo ,sormontate dalle ceramiche robbiane.
 La piazza senza la “luna”  sarebbe semplicemente più fruibile, più armonica e con un punto di vista in più rispetto a quelli attuali, nessuno, credo,  griderebbe allo scandalo per la sua rimozione e qualche luogo ameno votato all’arte contemporanea potrebbe anche adottare la prestigiosa scultura (sul cui valore non discuto), magari Villa Celle ? In edilizia si parlerebbe di un ripristino, termine che mi pare quanto mai consono al senso della cosa, niente di scandaloso. Ma soprattutto questo sarebbe un importante segnale da parte di chi ci governa di riuscire ad ammettere i propri errori, di  ascoltare la voce di chi lo ha eletto e non di continuare “diritto” sempre e comunque imitando un motto di tutt’altra epoca e matrice politica.

giovedì 3 gennaio 2013

Pistoia e l'architettura "partecipata"

Questa palazzina possiamo ancora salvarla !
Pistoia è piena di esempi "architettura partecipata" intesa fino alla sua estensione urbanistica e di arredo urbano, che ha da sempre escluso dalle scelte i partecipanti. O se vogliamo chiamarli questi partecipanti con i loro nome i cittadini. Le cose ci sono sempre piovute addosso, incastrandosi nei selciati antichi senza speranza di essere rimosse.
Qui rivive un fulgore di paternalismo ottocentesco dove al popolo ignorante si cerca di insegnar qualcosa con esempi di fulgida bellezza. Siano monumenti o pali della luce in stile piantati un po' a caso al centro del corso e tacciando di ignoranza chi non ne capisce il senso. Il parallelo è d'obbligo, per chi è di Pistoia con il percorso "acculturante" e dai messaggi molteplici della villa Puccini di Scornio.
Ma se in questo parco che fu veramente bellissimo e che nessuna amministrazione dal ventennio in poi ha mai smesso di violentare, la vista del tempio sul lago e dell'inaccessibile pantheon suscita a me ed ha suscitato ad intere generazioni un desiderio di comprensione di questi mirabili "falsi", lo stesso non succede per certe opere a cui si passa accanto con rassegnazione ed indifferenza. Il punto è che non c'è un valore aggiunto. I turisti fotografano il loggiato ed il fregio in piazza Govanni XXII non il "monumento" che neanche guardano, la distruzione pressoché totale del ricordo di quello che fu l'area ex Breda, ma per chi aveva un nonno che vi aveva lavorato, è ancora ex San Giorgio, non è positivo per la memoria storica di Pistoia, alcune cose meritavano, come De Carlo aveva capito, di essere salvate, alcuni segni dovevano ricordare e non basta per questo lo strombazzato salvataggio della "cattedrale"  (di cui non si sa cosa fare) per la quale, a mio modestissimo giudizio, si dovrebbe magari, trovata una funzione, indire un concorso per rifare il fronte con i "trenini" che non si può guardare. Ed anche qui le oggettivamente piacevoli nuove strutture, cosa aggiungono all'immagine di Pistoia e quanto hanno tolto alla sua storia ? La storia di una città è anche nel ricordo comune dei suoi cittadini, nelle immagini sfuocate del passato vissuto, nei racconti sulle ginocchia nei nonni, nelle immagini sbiadite delle vecchie cartoline, andare avanti si deve, in certi casi con determinazione, ma in alcuni luoghi particolari, densi di vita vissuta si deve usare un certo tatto, saper rispettare il corpo semantico, i segni del passato da tenere fissi nel nuovo intervento per rendere tangibile questo rispetto e rendere accettabile il tutto.
Altro esempio di questo è la questione del parcheggio di San Bartolomeo, dove l’ancora tangibile magia del luogo, suggerisce tutti altri usi molto più “sociali” rispetto a quello del parcheggio.
Il popolo giudica e esprime una sua voce, oggi pare a Pistoia molto più di ieri, l’Amministrazione Comunale che ne è espressione non dovrebbe far altro che ascoltare ed in caso di dissenso giustificare in maniera chiara, anche per il volgo, le sue scelte.
 
N.B. scritto già apparso come commento nel Blog QuarrataNews il 4 Dicembre 2012