venerdì 30 maggio 2014

Gli esperimenti di Paperoga

Lezione di educazione stradale a Pistoia
O anche “Vivere e guidare a Pistoia”, parafrasando il titolo di un film con un tragico finale.
Forse, ammetto la mia ignoranza,  sono io che non capisco, io che sono facile all’insoddisfazione, io che, , troppo stressato, non apprezzo le mille novità che la gestione creativa del traffico pistoiese ci sta riservando, ma il dubbio che dietro certe scelte ci sia Topolino o magari Paperoga  mi tormenta.
Si è iniziato con il florilegio delle rotonde, da quelle funzionali e funzionanti, come quella della Vergine. A quelle lillipuziane (ma non c’era una dimensione minima per il raggio di curvatura ?) e da vero e proprio test drive, come quella nei pressi della sede Renault (alle forze idrauliche per i pistoiesi doc) o quella nei pressi delle poste in zona stadio. Si son fatte rotonde ovunque, tanto che alla fine di una giornata, si potrebbe accusare qualche giramento di testa, o di altro. Tutto per far scorrere il traffico, per far correre i pistoiesi sulla tangenziale. Peccato che l’anello sia ancora tristemente aperto e proprio per questo molti problemi irrisolti.
Ci siamo impratichiti con il tempo, ma perdiana !!! Arrivati sul ponte Europa quando si scende verso il Viale Adua, si continua a far le file, ed è solo un assaggio di quello che potrebbe accadere perché se un giorno tutti gli alloggi sfitti ed invenduti attestati sul viale saranno allocati, allora, molto probabilmente si farà molto prima ad andare a piedi che in macchina. Perché ? Perché invece di fare prima la variante parallela al viale per scongiurarne la congestione, si son fatte costruire le case a cui la variante avrebbe dovuto servire, finendo di intasare la buona vecchia “camionabile”.
Nel frattempo si sono riempiti i tempi morti con i rallentatori, per evitare che i pedoni venissero minacciati da qualche novello Nuvolari, peccato che non sempre la loro collocazione sia stata ideale e sembrano un po’ distribuiti a caso, e mancanti in vie (tipo via della Crocetta) dove sarebbero auspicabili. Così i pistoiesi intrepidi oltre a girare perennemente in tondo hanno estratto dal Monopoli comunale il cartoncino degli imprevisti e già da tempo sobbalzano sui (costosi) dossi, che, pare certo, accorciano di molto la vita delle sospensioni, anch’esse costose.
Visto che prima o poi ci si abitua a tutto, ora son di moda le “modifiche alla viabilità”, e qui la mia capacità di adattamento è decisamente allo stremo. Sembra che in questo periodo di spending review  il problema da risolvere sia: “ ma se devo andare da A a B , esclusa l’ipotesi di percorrere una linea retta, quale deviazione devo fare per moltiplicare la famosa distanza per due almeno ? Come faccio a creare una fila che sia il doppio della lunghezza della strada da percorrere ? Pare un problema dalla difficile soluzione. Ma non è così per Paperoga.
Si è iniziato con il ribaltamento del senso in via di Bigiano che ha sortito un paio di spettacolari risultati. Il primo è che tutta l’area di Porta San Marco è praticamente diventata un “limbo” dove i commercianti già denunciano una pericolosa emorragia di clienti (come se ce ne fosse stato bisogno); il secondo è che la circolazione  in Viale Italia, già sofferente per la geniale temporizzazione del semaforo sul Viale Matteotti, è definitivamente collassata e si passa da momenti di deserto a momenti in cui ci vogliono circa venti minuti per arrivare dalla caserma Marini al viale. Ma tra tutte le cose che si potevano fare (come completare la tangenziale per esempio) non era più logico far proseguire la gente in via Toti per far raggiungere via Antonelli ? Qui un semaforo c’è quasi da sempre e, temporizzato a dovere, potrebbe fare il suo dovere ! Allora avrebbe un senso, credo, l’inversione di Via di Bigiano e si avrebbero due flussi: uno da nord verso Pistoia attraversando porta San Marco e proseguendo per la rotonda fra viale Matteotti e Viale Arcadia (se non si gira per via Sestini) ed uno da Ovest (zona stadio) per incanalarsi in questo nodo nevralgico, bypassando il Viale Italia. Naturalmente bisognerebbe liberare Via Toti dalle auto in sosta e far rispettare il divieto e magari ripagare i residenti del sacrificio riservando loro i posti del parcheggio che c’è all’estremo della strada, son due passi, fa bene camminare.
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Ma gli esperimenti non son finiti. La seconda perla è la chiusura a “tabella oraria” del sottopasso che porta da via IV Novembre a via Erbosa. Qui si è, secondo me, raggiunto l’apice. Infatti le fasce orarie sono così cervellotiche che solo per leggerle e capirle ci vogliono cinque minuti, e se ci passi davanti in auto ci vogliono almeno una decina di passaggi a passo d’uomo. Oltretutto con tutti quei numeri ti viene il dubbio che l’Amministrazione abbia deciso di incidere i versetti della Bibbia o del Vangelo sui cartelli per rabbonire l’automobilista eretico. Comunque anche questa ideona non funziona. Fino a quando ci sono stati i vigili a farla rispettare, la circolazione si è letteralmente bloccata. Ora sembra tutto tornato alla normalità, ma solo perché spariti i vigili la gente ha ripreso a passare da sottopasso a qualsiasi ora del giorno e della notte, salvo alcuni farsi il segno della croce di fronte al cartello in rispetto al presunto riferimento biblico.
Sembrava tutto finito, si pensava di passare l’estate, ed invece no. Dalla sera alla mattina paperoga ha messo mano alla viabilità anche a Santagostino ed ecco che scendendo dalla rampa della “tangenziale” provenendo da nord si può solo andare a destra (direzione Arcadia) mentre provenendo da Sud si può solo andare a sinistra, indi per cui se vengo da nord e voglio andare al Palazzetto devo arrivare alla rotonda, della Nuova Pratese, tornare indietro e poi scendere a Santagostino, naturalmente mandando il conto benzina al Comune. C’è poi, più avanti un’altra innocua rotonda provvisoria che fa pendant con questa trovata, ma passa inosservata e può apparire quasi utile.

In conclusione a mente fredda mi trovo a domandarmi su quale criterio si siano messi in atto questi esperimenti, che hanno scontentato un po’ tutti e se magari questa gestione “alla bersagliera” potrà mai terminare e diventare una seria gestione, perché in merito di traffico non si può, io credo, improvvisare. A questo punto come  provocazione proporrei di rendere a doppio senso di marcia ed a velocità minima controllata di settanta chilometri all’ora via della Crocetta, nonché di creare una bella rotonda pedonale in piazza del Duomo dotandola, ovviamente, di appositi rallentatori di flusso, ma così, solo tre mesi, per provare !!!

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