Gli esperimenti di Paperoga
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| Lezione di educazione stradale a Pistoia |
O anche “Vivere e guidare a
Pistoia”, parafrasando il titolo di un film con un tragico finale.
Forse, ammetto la mia ignoranza, sono io che non capisco, io che sono facile
all’insoddisfazione, io che, , troppo stressato, non apprezzo le mille novità
che la gestione creativa del traffico pistoiese ci sta riservando, ma il dubbio
che dietro certe scelte ci sia Topolino o magari Paperoga mi tormenta.
Si è iniziato con il florilegio
delle rotonde, da quelle funzionali e funzionanti, come quella della Vergine. A
quelle lillipuziane (ma non c’era una dimensione minima per il raggio di curvatura
?) e da vero e proprio test drive, come quella nei pressi della sede Renault
(alle forze idrauliche per i pistoiesi doc) o quella nei pressi delle poste in
zona stadio. Si son fatte rotonde ovunque, tanto che alla fine di una giornata,
si potrebbe accusare qualche giramento di testa, o di altro. Tutto per far
scorrere il traffico, per far correre i pistoiesi sulla tangenziale. Peccato
che l’anello sia ancora tristemente aperto e proprio per questo molti problemi
irrisolti.
Ci siamo impratichiti con il
tempo, ma perdiana !!! Arrivati sul ponte Europa quando si scende verso il Viale
Adua, si continua a far le file, ed è solo un assaggio di quello che potrebbe
accadere perché se un giorno tutti gli alloggi sfitti ed invenduti attestati
sul viale saranno allocati, allora, molto probabilmente si farà molto prima ad
andare a piedi che in macchina. Perché ? Perché invece di fare prima la
variante parallela al viale per scongiurarne la congestione, si son fatte
costruire le case a cui la variante avrebbe dovuto servire, finendo di intasare
la buona vecchia “camionabile”.
Nel frattempo si sono riempiti i
tempi morti con i rallentatori, per evitare che i pedoni venissero minacciati
da qualche novello Nuvolari, peccato che non sempre la loro collocazione sia
stata ideale e sembrano un po’ distribuiti a caso, e mancanti in vie (tipo via della
Crocetta) dove sarebbero auspicabili. Così i pistoiesi intrepidi oltre a girare
perennemente in tondo hanno estratto dal Monopoli comunale il cartoncino degli
imprevisti e già da tempo sobbalzano sui (costosi) dossi, che, pare certo,
accorciano di molto la vita delle sospensioni, anch’esse costose.
Visto che prima o poi ci si
abitua a tutto, ora son di moda le “modifiche
alla viabilità”, e qui la mia capacità di adattamento è decisamente allo
stremo. Sembra che in questo periodo di spending review il problema da risolvere sia: “ ma se devo
andare da A a B , esclusa l’ipotesi di percorrere una linea retta, quale
deviazione devo fare per moltiplicare la famosa distanza per due almeno ? Come
faccio a creare una fila che sia il doppio della lunghezza della strada da
percorrere ? Pare un problema dalla difficile soluzione. Ma non è così per Paperoga.
Si è iniziato con il ribaltamento
del senso in via di Bigiano che ha sortito un paio di spettacolari risultati.
Il primo è che tutta l’area di Porta San Marco è praticamente diventata un
“limbo” dove i commercianti già denunciano una pericolosa emorragia di clienti
(come se ce ne fosse stato bisogno); il secondo è che la circolazione in Viale Italia, già sofferente per la
geniale temporizzazione del semaforo sul Viale Matteotti, è definitivamente
collassata e si passa da momenti di deserto a momenti in cui ci vogliono circa
venti minuti per arrivare dalla caserma Marini al viale. Ma tra tutte le cose
che si potevano fare (come completare la tangenziale per esempio) non era più
logico far proseguire la gente in via Toti per far raggiungere via Antonelli ?
Qui un semaforo c’è quasi da sempre e, temporizzato a dovere, potrebbe fare il suo dovere ! Allora avrebbe un senso, credo, l’inversione di Via di Bigiano e si
avrebbero due flussi: uno da nord verso Pistoia attraversando porta San Marco e
proseguendo per la rotonda fra viale Matteotti e Viale Arcadia (se non si gira
per via Sestini) ed uno da Ovest (zona stadio) per incanalarsi in questo nodo
nevralgico, bypassando il Viale Italia. Naturalmente bisognerebbe liberare Via
Toti dalle auto in sosta e far rispettare il divieto e magari ripagare i
residenti del sacrificio riservando loro i posti del parcheggio che c’è
all’estremo della strada, son due passi, fa bene camminare.
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Sembrava tutto finito, si pensava
di passare l’estate, ed invece no. Dalla sera alla mattina paperoga ha messo
mano alla viabilità anche a Santagostino ed ecco che scendendo dalla rampa
della “tangenziale” provenendo da nord si può solo andare a destra (direzione
Arcadia) mentre provenendo da Sud si può solo andare a sinistra, indi per cui
se vengo da nord e voglio andare al Palazzetto devo arrivare alla rotonda, della
Nuova Pratese, tornare indietro e poi scendere a Santagostino, naturalmente
mandando il conto benzina al Comune. C’è poi, più avanti un’altra innocua
rotonda provvisoria che fa pendant con questa trovata, ma passa inosservata e
può apparire quasi utile.
In conclusione a mente fredda mi
trovo a domandarmi su quale criterio si siano messi in atto questi esperimenti,
che hanno scontentato un po’ tutti e se magari questa gestione “alla bersagliera”
potrà mai terminare e diventare una seria gestione, perché in merito di
traffico non si può, io credo, improvvisare. A questo punto come provocazione proporrei di rendere a doppio
senso di marcia ed a velocità minima controllata di settanta chilometri all’ora
via della Crocetta, nonché di creare una bella rotonda pedonale in piazza del Duomo
dotandola, ovviamente, di appositi rallentatori di flusso, ma così, solo tre
mesi, per provare !!!



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